PIL
Questa mattina, mentre bevevo il mio solito caffè d’orzo in tazza piccola
al bar, mi sono resa conto che guardavo in modo insistente il barista. Bello? Carino? Piacevole? Vi state domandando. Vi dirò…simpatico.
E allora perché lo stavi guardando, vi chiederete. Per rispondere a questa domanda devo fare un passo indietro e raccontarvi quello che mi è successo prima. In tram.
Continua a leggere “Uomo? O Uomo! Sciascia ci viene in aiuto.”
Gli dico con un mezzo sorriso e con voce stranamente ferma. Prendo lo specchio dalla borsa e ravvivo il rossetto. Lord G indossa un abito blu un po’ sgualcito, reduce della giornata in ufficio. Non ha la cravatta, evidentemente se l’è tolta per cercare di dare un tono d’informalità all’incontro.
Rientrata a casa dall’ufficio sento Elli per l’ennesima volta al telefono. Le sue ultime parole “Non giocare troppo con il destino” risuonano chiare nella mia mente. Capisco perfettamente cosa voglia dire, ma in questo caso mi sembra che sia il destino che voglia giocare con me.
e esco di casa. Il taxi mi sta già aspettando in strada da 5 minuti. Visto che i nuovi sviluppi della cena Pridman e Associati coinvolgono anche la Old Platinum ho inventato una scusa e ho detto a GiacomoMaria che mi sarei fatta trovare direttamente al ristorante e che non sarebbe servito che mi venisse a prendere a casa.