E’ sempre questione di occhi.

MM
occhiGli occhi di Lord G sono profondi. Sono quel genere di occhi che in apparenza guardano in modo distratto, ma che in realtà scrutano e capiscono chi hanno davanti. Sono quel genere di occhi che ti fanno sentire nuda anche se sei completamente vestita. Ma che possono anche

accoglierti, proteggerti, difenderti. Possono scendere giù, sempre più sotto pelle fino a trovare la tua anima e  fondersi così profondamente con essa da crearne una nuova. Sono quegli occhi che ti rimangono in testa e che non smetteresti mai di guardare, non per il loro colore, ma perché hanno vissuto. Tanto.

La prima volta in cui io e Lord G ci siamo parlati eravamo ad un bistrò in mezzo ad un sacco di persone. Entrambi seduti al bancone in una delirante pausa pranzo. Io stavo mangiando una caesar salad mentre ero al telefono. Lui anche.
Finita la chiamata sentii una voce alla mia destra: – “Scusi, ho finito i crostini. Potrei prendere i suoi se lei non li mangia?”
Mi voltai in modalità zitella acida che aveva avuto una pessima mattinata lavorativa e lo vidi. Blazer, camicia bianca a bastoncino azzurro e cravatta sensatamente non rossa. (Chissà perché gli uomini pensano che con gli abiti blu la cravatta debba essere solo rossa. La cravatta non deve essere mai rossa, tuttalpiù bordeaux.) Per questo acquisì dei punti. Guardandolo poteva assomigliare o ad un bancario o ad un avvocato. Il mio sguardo scivolò verso le scarpe: inglesi di buona fattura. Era un avvocato. (E’ risaputo che i bancari indossano scarpe pessime!)
Mentre nella mia mente mi stavo dicendo  Ecco, nemmeno a pranzo mi libero dagli avvocati, sospirando gli risposi: – “Guardi, io non li mangio. Li prenda pure.” Gli porsi la ciotola con un mezzo sorriso finto cortese e la speranza di non essere più disturbata. Mi voltai e continuai a mangiare.
-“Molto gentile, grazie. Ero certo che lei non fosse una donna banale.” Disse con voce piacevole.
Mi voltai come una molla: -“E come fa a sapere che io non sono una donna banale?”
-“Da come mi ha guardato. Esattamente come  ho fatto io prima di chiederle quello che le ho chiesto.”
-“Mi faccia capire,  ha fatto un complimento a me, ma in realtà lo sta facendo a se stesso? ” Mi guardò e sorrise. Fu in quel momento che mi accorsi dei suoi occhi. La suoneria del suo telefono interruppe il momento. Lui guardò il display e disse -“Spero di rivederla presto.” Si alzò, rispose ed uscì dal locale.
Sorrisi. Guardai l’ora e andai verso la cassa per pagare.
-“Salve, ero seduta al bancone, ma la cameriera non mi ha lasciato il foglietto con l’ordinazione. Ho preso…”
-“Lei ha preso una caesar salad, naturale da mezzo e un caffè d’orzo.”
-“Sì. Quant’è?”
-“Nulla. Il suo conto è già stato pagato. Anzi, le devo dare questo.” E mi allunga un biglietto da visita.
Taylor, Jones, Smith & partners
Studio Legale
Avv. Leonardo Gerarti
Sotto l’indirizzo e  il telefono un messaggio:
“Buon pomeriggio. A presto.
P.S. Il complimento di prima era per lei, ma non lo dica al mio ego auto riferito.” Lord G

Onestà Intellettuale: la grande capacità di Lord G è quella di stupire. Lui ti stupisce con le parole, con i fatti, con i pensieri, con le emozioni. Lui ti stupisce sempre. E quale donna non ama essere stupita?

M.M.

© Mademoiselle M

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