Fuori posto.

MM
Vi é mai capitato di sentirvi fuori posto? A me sì. Molte volte. Ma non mi riferisco a quelle situazioni  in cui sentirsi fuori posto è ovvio come essere in 8 in un ascensore per 4 o andare ad un matrimonio non accompagnati. In realtà mi riferisco a situazioni che sembrano essere più tranquille, più placide. Quelle dove pensi di avere tutto sotto controllo, ma sotto

controllo non hai proprio nulla. Alle volte mi capita di sentirmi fuori posto in ambienti piacevoli ed accoglienti, come sale riunioni arredate di bianco,  mentre sto parlando di un progetto ad un cliente che pretende di avere ragione, anche se ha torto marcio. Altre volte a cena con amici mentre scopro  che in realtà quelli sono solo conoscenti sopravvalutati da troppi anni. Ma la volta in cui mi sono sentita più fuori posto è ieri pomeriggio. Ore  17.00 circa, sul pianerottolo di GiacomoMaria. Dopo aver suonato il campanello, Marta, sua sorella (si, quella  che mi ha comparto la casetta di disegno-da-colorare-suonare-il-campanello-p27332porcellana  in miniatura come Regalo di Natale)  mi apre la porta.

-“Ciao, come stai?” le dico evidentemente sorpresa mentre le do due baci sulle guance “Non pensavo di trovarti qui.”

-“Non ti ha avvisato mio fratello che sto da lui per una settimana? Devo risolvere delle cose di lavoro qui a Milano e non volevo stare in albergo.” Mi dice con il tono di voce più candido del mondo. “Ma dimmi di te, non ti vedo da un po’ e poi sono curiosissima…ti è piaciuto il Regalo di Natale?”

E adesso cosa le rispondo? Che in realtà penso che abbia il senso dell’orrido? Che anche se suo fratello aveva la febbre non era il caso che andasse a prendere il mio regalo al suo posto? Che sì, è stato sicuramente un bel gesto, ma che in realtà quella casetta fa schifo a me e a GiacomoMaria e che ora troneggia su un mobiletto del soggiorno di Antonella, la portinaia del mio stabile, nota collezionista compulsiva? Mentre sto cercando le parole più adatte nella mia mente affollata Marta continua dicendo: -” Pensa che GiacomoMaria mi ha chiesto di accompagnarlo. Si vedeva che ci teneva molto a quel regalo. Siamo andati nel migliore negozio di Torino.”

Entrando in casa  chiudo la porta dietro di me e le chiedo indagatoria:-“Quindi siete andati insieme. Ma non aveva la febbre tuo fratello durante le feste di Natale?”

-“La febbre? No. Almeno che io sappia. Mi sembrava stesse bene. Anzi, l’ho visto molto attivo in quei giorni.” risponde tranquilla.

-“Scusa Marta, ma il mio regalo non ha nulla a che fare con una casetta di porcellana, vero?” le chiedo anche se conosco perfettamente la risposta.

-“No! Io mi sto riferendo alle scarpe nuove che desideravi tanto. Quelle che ti ha dato la notte dell’ultimo dell’anno…”

Silenzio. Un interminabile minuto di silenzio e due donne una davanti all’altra che guardandosi capiscono tutto. Quel silenzio sta gridando la verità. Ecco, in questo preciso momento mi sento la persona più fuori posto al Mondo. Ma non perché Marta mi sta rivelando la realtà dei fatti a sua insaputa, ma perché io ho permesso ad un uomo di entrare nel mio mondo e lui non l’ha rispettato. Perché ha usato me esattamente come sua sorella, anche se in modo diverso. Perché mi ha nutrito di placide parole per coprire faccende intricate. Perché mi ha mentito. Troppo. E io non so perché, ma gliel’ho permesso.

E a quel punto  faccio l’unica cosa che voglio fare: andarmene da quella casa, da quella situazione, da quella vita non realmente mia.

images-2Onestà intellettuale: cammino per strada senza badare troppo dove sto andando fino a quando sento il telefono squillare. Mi  fermo, frugo in borsa, ma quando lo trovo ha finito di suonare. Sul display due notifiche: la prima è la chiamata persa di un numero non registrato in rubrica, la seconda…

“Mad, mi fai un sorriso?” WhatsApp Ore: 18.10 Contatto: Lord G

Istintivamente chiudo gli occhi e respiro profondo.

M.M.

© Mademoiselle M

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