Dolcetto o scherzetto?

MM
Seduta davanti all’armadio nel solito stato di contemplazione mi viene alla mente il mio lunedì.
Pioggerellina sottile e fastidiosa, in una parola, odiosa. Il tram che non arrivava e io che combattevo con un tasso d’umidità pari all’88%. – Capelli e stivali di pelle marrone erano molto contrariati della situazione in corso. – Varcata la soglia dell’ufficio, pensando di essere finalmente salva dalle calamità, mi si materializza in corridoio Lara, non so quanto Santa, dicendomi -“ Ti ricordi Anna Corti? Le avevi fatto tu il primo colloquio. Da oggi è la nuova aiuto-assistente di Old Platinum.”

Ancora non è dato sapere come non sia finita stesa a terra svenuta. Ho guardato entrambe, ho sorriso, deglutito, sono andata nella mia stanza e non mi sono alzata dalla scrivania per tutto il giorno.
La voce irriverente di Amy Winehouse, che dall’iPod risuona nella stanza, mi riporta all’armadio.
Questa sera Elli mi trascina ad una festa “DolcettoScherzetto”. Dress Code: Total Black. halloween-trick-or-treatLei non ne è felice. Io nemmeno. Purtroppo alle volte capita di essere incastrate in serate poco piacevoli e questa è una di quelle. Elli poi è sempre troppo buona e quando qualche compagna dell’università si fa viva dopo anni per dirle che ha organizzato questo o quello o che pensa di fare quello o quell’altro, lei di default risponde: certo. Ci sarò e porterò pure Maddi. – Che sarei io. –
Il punto è che una volta che ti hanno incastrata non puoi più tirarti indietro, verresti dipinta come la stronza che non vuole vedere i vecchi compagni di studio, i nuovi amici dei vecchi compagni di studio e gli amici dei nuovi amici dei vecchi compagni di studio. Insomma la cosa migliore da fare in queste occasioni è andare a queste reunion, starci un paio d’ore e tagliare cautamente la corda quando nessuno se lo aspetta. Con un’ottima scusa, ovvio.
Mentre passo in rassegna tutti i tubini neri che ho a disposizione mi squilla il telefono.
È GiacomoMaria.
-“Pronto”.
-“Ciao Meraviglia. Ti stai preparando?” sento una risatina sarcastica dall’altra parte del telefono, tra una parola e l’altra. In realtà sa perfettamente che sono nella mia fase contemplazione e quindi in alto mare. -“Ti vengo a salvare verso le 23.00 all’indirizzo che mi hai scritto. Tra poco parto da Torino.”
– “Ok. Ma sei riuscito ad appianare un po’ la situazione?” Gli chiedo sperando di recuperare qualche informazione in merito alla sua dichiarata fuga.
-“In parte. Ma lo sai che non voglio annoiarti con queste cose. Ci vediamo dopo.” Risponde risoluto.
-“A dopo.” E chiudo la telefonata con una mezza smorfia.

Onestà Intellettuale: ebbene sì. In questo ponte di quattro e dico quatto giorni il mio ragazzo invece di portarmi in qualsiasi posto esistente in Italia, non pretendevo nemmeno all’estero, per una mini fuga romantica – di cui sinceramente avremo anche bisogno – se ne va a Torino dai suoi genitori per “appianare delle situazioni molto spinose riguardanti la famiglia.” Sue testuali parole. Che poi, voi vi chiederete “Quali sono queste situazioni spinose?” Ecco, infatti, è quello che mi sto chiedendo pure io da giovedì sera. Esattamente eravamo a cena e con lo sguardo più candido del mondo mi dice –“Meraviglia, ti devo dire una cosa.”
Subito penso: mi dirà dello showroom, che vuole cambiare arredamento e che ha contattato una interior designer donna che è una sua buona amica del liceo con cui è in ottimi rapporti. Che giovedì scorso è andato da Didotti con lei e che ora vuole un mio consiglio al riguardo. Dei mobili, ovviamente. Ma le sue parole furono molto diverse.

-“Mi ha chiamato mio padre e mi ha spiegato che ci sono delle situazioni delicate e spinose da risolvere a casa. Lo sai, la mia è una famiglia un po’ , e prende un sospiro, particolare. Quindi domani esco alle 17.00 dallo studio e raggiungo i miei a Torino. Rimarrò da loro fino a lunedì nel tardo pomeriggio.”

Ma cosa potevo rispondere ad un’affermazione del genere? Non solo non mi aveva detto nulla della mora che, seduta sul divano di Didotti, lo guardava con occhi complici, ma mi ha anche buttato sul tavolo il carico da 90 dei problemi delicati e spinosi della famiglia. Avevo capito che GiacomoMaria non voleva dirmi nulla al riguardo e che ogni mia domanda indagatoria sarebbe stata abilmente aggirata. A quel punto che può fare una donna se non l’unica cosa plausibile? Mi cucii sul viso un sorriso prestampato e annuì non molto convinta. Quella sera dormii a casa mia in compagnia del mio libro di aforismi.

M.M.

© Mademoiselle M

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3 pensieri su “Dolcetto o scherzetto?

  1. Grazie dell’invito mademoiselle M., mi piace leggere come gli altri vivono la loro quotidianità, lavoro, casa, affetti, amore, litigi e molto altro.
    C’è comunque sempre da imparare nella vita, anche da quella degli altri.
    A presto, ciao. 🙂

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