MM
Dalle varie mail che compaiono nel mio pc con conigli danzanti e pulcini gialli, mi pare di capire che Pasqua sia proprio vicina. La prova provata di questa mia sensazione è arrivata quando a metà mattina Santa Lara è stata spedita al supermercato con la missione “AUP” – Acquisto Uova di Pasqua -.
Tag: Parole in Libertà
Richiesta inaspettata.
MM
La mia scrivania è occupata da qualsiasi cosa: cartelle stampa, comunicati, veline per avvolgere scarpe, un paio di ballerine gioiello da spedire per un servizio fotografico, bozze di inviti per il Salone del Mobile, quattro riviste, fogli su cui sono annotati i miei appunti
volanti, due faldoni di documenti, la mia immancabile tazza colma di Nescafé – ho l’irreale convinzione che il Nescafé faccia meno male del caffè vero, soprattutto se usato in grandi quantità – e la mia agenda. In questo scenario di perdizione cromatica io, ho occhi solo per il mio cellulare posizionato astutamente a cinque centimetri dal computer in modo da dare costantemente uno sguardo allo schermo grande – pc – e uno allo schermo piccolo – iPhone – .
WhatsApp quotidiani.
MM
“Oggi è la 4° mattina in 5 giorni che arrivo in ritardo in studio. Il partner più giovane,
quello che ogni giorno butta la testa dentro alla mia stanza e non capisco ancora perché, mi ha tirato una pacca sulla spalla e con risatina cameratesca mi ha detto: e lei come si chiama? P.S. Ancora buongiorno.” WhatsApp Ore: 10.15 Contatto: GiacomoMaria
“E tu che gli hai risposto? P.S. Ancora buongiorno a te.” Mi affretto a scrivergli curiosa come una bambina che sta cercando le uova di cioccolato nascoste dal coniglietto pasquale Bunny. WhatsApp Ore: 10.18 Contatto: Io
Banco di prova – Soirée.
MM
Apro la porta di casa e ritrovo finalmente il mio calore fatto di profumi e oggetti noti che allontanano immediatamente il pensiero della casa artefatta della Naif.
GiacomoMaria si guarda intorno in modo apparentemente distratto, ma in realtà è in modalità osservatore da attacco. Anche se ci conosciamo da un mese è la prima volta che lo faccio entrare nel mio mondo. Fino a questa sera non ce n’era stata l’occasione. Spesso la manifestazione più alta del piacere è la sua attesa.
Semplicemente Donna.
PIL
Determinata, Decisa, Diretta, Dolce, Dirompente, Dinamica, Disillusa, Divina, Debole, Disordinata, Diligente, Differente, Demotivata, Diabolica, Diversa, Discreta, Dannosa, Desiderata, Desolata, Detestata, Delicata, Destrutturata, Deliziosa, Depressa, Dispettosa, Divertente.
Semplicemente DONNA.

Onestà Intellettuale: Donna sempre, Donna ogni giorno, semplicemente Donna.
M.M.
© Mademoiselle M
Banco di prova – Overture.
MM
La serata a casa della Naif per me sarà un piccolo banco di prova. – Ebbene sì, nel momento in cui La
Naif ha saputo che io e GiacomoMaria ci stavamo vedendo ha pensato bene d’invitarci ad una delle sue cene a casa. Che poi di cene in realtà non hanno proprio nulla, diciamo che si avvicinano di più a una sorte di aperitivo vagamente rinforzato con tartine alla quinoa, taralli al grano saraceno e pinzimonio. Fortunatamente il frigorifero è sempre ben fornito di alcol. Santo Bacco! –
20.45: primo appuntamento.
MM
Per affrontare al meglio la preparazione all’uscita con GiacomoMaria, ho chiamato Elli. – Ok, dico la verità, per evitare di ritrovarmi alle 20.40 a gironzolare per casa con accappatoio e asciugamano in testa a mo’ di turbante, con capelli rigorosamente bagnati, mentre insulto ad alta voce la commessa della profumeria perché mi ha dato la tonalità di smalto sbagliato, ho chiamato Elli. Insomma è una questione di sopravvivenza. –
I complotti di Facebook e degli Smartphone.
Grazie ad un allineamento di costellazioni favorevoli, alle 18.30 sono fuori dall’ufficio
giusto in tempo per incontrare una ex collega per un aperitivo veloce. L’appuntamento è in zona duomo, tre fermate di 14 e sono lì. Mentre cerco di aprirmi un varco tra i sacchetti della spesa e la folla stanziale per andare a timbrare il biglietto mi squilla il telefono. – Come tutte sapete a noi donne il telefono suona sempre nei momenti meno opportuni: quando siamo dal parrucchiere con la tinta in testa, al supermercato quando siamo
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E’ tutta colpa di Duchesne e del suo Studio Illegale.
La prima volta che ho avuto a che fare con un blog è stato nel 2009 quando l’uomo che stavo frequentando – uso questo termine solo perché era un maschio over 30 – mi invitò a dare un’occhiata a Studio Illegale, il faro nella notte degli studi legali internazionali.
Mi disse: “così tesoro, capirai meglio il duro mondo degli avvocati d’affari e che tutto quello che ti dico non sono delle palle colossali studiate ad arte per non uscire con te.” Visto che la curiosità è femmina e che le cene saltate erano già due, oltre ad innumerevoli aperitivi, gli diedi il beneficio del dubbio, presi il pc e iniziai a familiarizzare con questo Duchesne, che poi ho scoperto chiamarsi Federico Baccomo.
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