MM
La serata a casa della Naif per me sarà un piccolo banco di prova. – Ebbene sì, nel momento in cui La
Naif ha saputo che io e GiacomoMaria ci stavamo vedendo ha pensato bene d’invitarci ad una delle sue cene a casa. Che poi di cene in realtà non hanno proprio nulla, diciamo che si avvicinano di più a una sorte di aperitivo vagamente rinforzato con tartine alla quinoa, taralli al grano saraceno e pinzimonio. Fortunatamente il frigorifero è sempre ben fornito di alcol. Santo Bacco! –
Autore: Mademoiselle M
20.45: primo appuntamento.
MM
Per affrontare al meglio la preparazione all’uscita con GiacomoMaria, ho chiamato Elli. – Ok, dico la verità, per evitare di ritrovarmi alle 20.40 a gironzolare per casa con accappatoio e asciugamano in testa a mo’ di turbante, con capelli rigorosamente bagnati, mentre insulto ad alta voce la commessa della profumeria perché mi ha dato la tonalità di smalto sbagliato, ho chiamato Elli. Insomma è una questione di sopravvivenza. –
Creare dei legami, addomesticare.
PIL
“Che cosa vuol dire ‘addomesticare’?”
“É una cosa da molto dimenticata. Vuol dire ‘creare legami’…”

I risultati della “non mossa”.
MM
La classica mossa di ogni donna è la “non mossa”.
Quando un uomo e una donna si
conoscono da poco e nell’aria si avverte quella strana sensazione di reciproco piacere, il gioco delle parti fa da padrone assoluto. Solitamente lo scenario è questo: lui -uomo- un minuto c’è e quello dopo non c’è più, lei -donna- diventa improvvisamente vaga e conta fino a 25 prima di rispondergli al telefono – in realtà lo sappiamo tutte che se avessimo davanti quello specifico uomo gli avremmo già
La danza delle mosse.
MM
“Oggi ho passato una piacevole pausa pranzo. Indovina che cos’ho fatto?” G. Messaggio Privato Facebook Ore: 19.30
Guardo bene il display del telefono e mi rendo conto che è GiacomoMaria. Tra lo stupore – ma è veramente GiacomoMaria – e il fastidio – è solo ora che si facesse vivo – gli rispondo. 
“E cosa avresti fatto?” Messaggio Privato Facebook Ore: 19.31
“Ho guardato un profilo, o meglio le foto del tuo profilo. Volevo vedere se i tuoi occhi sono veramente così belli come ricordavo.” G. Messaggio Privato Facebook Ore: 19.33
I complotti di Facebook e degli Smartphone.
Grazie ad un allineamento di costellazioni favorevoli, alle 18.30 sono fuori dall’ufficio
giusto in tempo per incontrare una ex collega per un aperitivo veloce. L’appuntamento è in zona duomo, tre fermate di 14 e sono lì. Mentre cerco di aprirmi un varco tra i sacchetti della spesa e la folla stanziale per andare a timbrare il biglietto mi squilla il telefono. – Come tutte sapete a noi donne il telefono suona sempre nei momenti meno opportuni: quando siamo dal parrucchiere con la tinta in testa, al supermercato quando siamo
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Il brunch del déjà vu.
MM
Seduta al solito posto, alla solita ora, sopra al solito divano inglese vintage bordeaux, sto aspettando un’amica per ordinare il solito club sandwich al salmone con patate al forno. In realtà più che un’amica è una conoscente. L’ho vista per la prima volta a una cena aziendale a novembre e non sapendo se amarla o odiarla – ogni tanto scivola nel melodramma amplificato all’ennesima – alla fine mi sono data la terza opportunità: assecondarla. – La vita è troppo breve e complicata per odiare o amare a caso. –
E’ tutta colpa di Duchesne e del suo Studio Illegale.
La prima volta che ho avuto a che fare con un blog è stato nel 2009 quando l’uomo che stavo frequentando – uso questo termine solo perché era un maschio over 30 – mi invitò a dare un’occhiata a Studio Illegale, il faro nella notte degli studi legali internazionali.
Mi disse: “così tesoro, capirai meglio il duro mondo degli avvocati d’affari e che tutto quello che ti dico non sono delle palle colossali studiate ad arte per non uscire con te.” Visto che la curiosità è femmina e che le cene saltate erano già due, oltre ad innumerevoli aperitivi, gli diedi il beneficio del dubbio, presi il pc e iniziai a familiarizzare con questo Duchesne, che poi ho scoperto chiamarsi Federico Baccomo.
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