Bridget Jones, Babbo Natale e il dono dell’invisibilità.

MM
23 dicembre: lucine accese ovunque, abeti infiocchettati che sbucano dietro ogni angolo e  freddo moderato. Domani è la vigilia di Natale, io sto per salire su un treno affollato con meta casa dei miei genitori e sapete qual è la verità? Non sono per nulla pronta.

bridget-jones

Avete presente la scena iniziale del Diario di Bridget Jones? Si quella in cui lei con un pigiama rosso con i pupazzi di neve canta a squarcia gola All by myself?
Ecco, io vorrei fare la stessa cosa in loop da domani fino al 26. Notte. Ma non tanto perché abbia una smaniata voglia di cantare Celin Dion,  ma perché non vorrei avere intorno parenti o presunti tali che con un sorrisino di circostanza mi chiedono: “E lui dov’è?”
E…E lui dov’è? Con esattezza non so nemmeno io dove sia lui, figuratevi se sono in grado di rispondere a loro!
E sì, la verità è che io, GiacomoMaria, non lo sto vedendo molto nell’ultima settimana, anzi per nulla ad essere sincera…Tutto inizia da quando Giorgina, circa un mese fa, aveva lanciato la freccia avvelenata chiamata showroom-divano-designer, io avevo architettato la mia strategia. Diciamo che non ho propriamente optato per una semplice chiacchierata chiarificatrice…non mi avrebbe portato da nessuna parte. Ho pensato che la cosa migliore, per qualche tempo, fosse quella di trovarmi, in modo del tutto casuale, all’uscita del suo studio…e della sua palestra…e anche della sua casa. Non erano veri e propri appostamenti, diciamo che in determinati orari mi trovavo a passeggiare a distanza di sicurezza davanti a quei posti. Tutto qua. Molto semplice. La mia attività di passeggiate extra è durata due settimane, tempo in cui non ho visto nulla di strano. E quando dico nulla, intendo proprio dire nulla. Non solo non ho visto alcuna “mora con cappottino tre quarti di ottima fattura”, ma in quelle due settimane GiacomoMaria era anche particolarmente puntuale ai nostri appuntamenti e attento a non farmi mancare attenzioni. La cosa in effetti mi sembrava un po’ strana, ma non perché lui non fosse mai stato particolarmente affettuoso e attento a me, ma perché iniziava a sembrarmi stucchevole…come se con quei comportamenti volesse nascondere qualcosa.
Una sera mentre stavamo aspettando Deliveroo, mi sono alzata dal divano per andare a prendere dell’acqua in cucina e in modo del tutto candido e casuale, di spalle mentre mi dirigevo verso la cucina, gli ho detto -“Sai, oggi mi ha chiamato Giorgina in ufficio per una faccenda relativa al solito fotografo animista e poi ha aggiunto una cosa… Mi ha chiesto se alla fine hai scelto il divano da comprare. – Si, lo so. è vero. Non era propriamente quella la verità, diciamo che in realtà mi aveva chiamato circa tre settimane prima e che la telefonata era stata un po’ diversa, ma dopo due settimane di poste sotto studio, palestra e casa non andate a buon fine dovevo assolutamente sapere qualcosa.-
GiacomoMaria con il suo solito aplomb mi risponde in meno di 10 secondi. -“A, il divano. Volevo farti una sorpresa Meraviglia, dici sempre che questo è troppo piccolo e ne volevo comprare uno nuovo. Qualche settimana fa ho fatto un salto da Didotti per dare un’occhiata. Pensa che ho una cliente  designer  che gentilente mi ha accompagnato. Mi ero ripromesso di passarci  con te per capire quale ti piacesse di più tra quelli che avevo visto, ma poi non ho avuto il tempo di farlo.”

Drin.

-“Meraviglia il campanello, vai tu ad aprire? Ho lasciato i soldi sul mobiletto dell’ingresso.”
Senza pensare apro la porta e davanti a me trovo il ragazzo con le buste contenenti la nostra cena. Lo pago, chiudo la porta dietro di me e a mezza voce dico: – “Questa storia non mi torna.”

untitledMorale della favola, l’ultima volta che ho visto GiacomoMaria è stata lunedì  a cena, momento in cui mi ha comunicato che avrebbe voluto veramente accompagnarmi dai miei genitori per Natale, ma doveva assolutamente andare a Torino dalla sua famiglia. Normalmente un fidanzato in una situazione del genere con la complicità della sua voce più dolce avrebbe detto – “Ti va di accompagnarmi?”. Ecco lui non l’ha fatto.

Onestà Intellettuale: caro Babbo Natale, lo so che sono cinica e che le lucine colorate non hanno mai illuminato il mio appartamento, come del resto non è mai caduto sul pavimento un ago di un abete, vero o finto che fosse, essendo sempre mancata la materia prima, ovvero l’abete addobbato, ma quest’anno regalami il done dell’invisibilità in modo di non essere il passatempo preferito delle chiacchiere dei miei parenti. Grazie e Buon Natale anche a te.

M.M.

© Mademoiselle M

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2 pensieri su “Bridget Jones, Babbo Natale e il dono dell’invisibilità.

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